Il miglior modo di prevedere il futuro è costruirlo

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Da: CRONACHE FRATTALI di Giorgio Orefice.

 

Capitolo 1 : Conversazione tra Elara e sua madre la sciamana Juliana.

Capitolo 2: Esiste qualcosa, qualunque cosa, che non invecchia?

Capitolo 3:

Capitolo 4:

 

Conversazione tra Elara e sua madre la sciamana Juliana.

 

Elara, seduta su una panca in giardino guardando un piccolo seme di un grande albero :

 “Mà,    da dove viene un albero?, cosa fa crescere la sua enorme massa di legno? Da quello che la terra gli fornisce?”

 

Juliana: La maggior parte della massa di un albero viene dall’aria. Non dalla terra.

Nel 1600 lo scienziato belga Jean Baptiste van Helmont, prese un vaso con circa 90 kg di terra,
vi piantò una piccola pianta di salice e per 5 anni aggiunse solo acqua. Alla fine l’albero era cresciuto di circa 74 kg mentre la terra aveva perso solo pochi grammi. Quindi Van Helmont si chiese: Da dove viene tutta quella quantità di legno? 
Pensò (sbagliando in parte) che provenisse dall’acqua.
Oggi sappiamo la risposta corretta:

La massa degli alberi viene principalmente da: anidride carbonica (CO₂) presente nell’aria.
Attraverso la fotosintesi:
1.la pianta prende CO₂ dall’aria
2. prende acqua dal terreno
3.usa l’energia del Sole

Con questo processo costruisce: cellulosa, lignina, zuccheri, legno. 
Gli atomi di carbonio che formano il legno provengono quasi tutti dall’aria. (Meer)

In altre parole: un albero è aria solidificata dalla luce del sole.
Un albero nasce dall’aria e dalla luce.
Gli alberi sono architetture di aria costruite dalla luce.” 
La foresta è aria che ha imparato a diventare legno.”

Un esempio concreto 
Prendiamo una quercia di 1000 kg.
Circa: 900 kg provengono dalla CO₂ dell’aria mentre una piccola parte da acqua e minerali del suolo.  La terra serve soprattutto come supporto e fonte di sali minerali, non come materia principale del legno.

La struttura dell’albero è una delle forme frattali più pure della natura:

  • tronco
  • rami
  • rami dei rami
  • nervature delle foglie

Lo stesso schema si ripete a ogni scala.

Quindi l’albero è contemporaneamente:

  • aria solidificata
  • luce trasformata in materia
  • geometria frattale vivente

Elara: Ma allora perché senza gli elementi nutrienti , senza acqua, con la sola terra le piante, gli alberi, muoiono?
Juliana: La tua domanda è molto giusta ed è vero che la maggior parte della massa dell’albero viene dall’aria, ma l’albero non può vivere solo di aria. Vediamo perché.
La massa viene dall’aria (carbonio)
Con la fotosintesi la pianta usa la CO₂ dell’atmosfera. Questo processo usa:

anidride carbonica (CO₂) dall’aria
acqua (H₂O) dal terreno
energia del Sole
 
Il risultato è glucosio, la molecola base da cui la pianta costruisce:
legno, cellulosa, foglie, radici. 
Quindi il carbonio del legno viene soprattutto dall’aria.

Senza acqua la pianta muore perché: 
è uno dei reagenti della fotosintesi: trasporta i nutrienti nel tronco e mantiene la pressione interna delle cellule (turgore).
Se l’acqua manca: la fotosintesi si blocca: i tessuti collassano, la pianta si secca.

La terra fornisce elementi che l’aria non può dare:

  • azoto (N) → proteine
  • fosforo (P) → DNA e energia cellulare
  • potassio (K) → regolazione dell’acqua
  • magnesio (Mg) → clorofilla
  • calcio, ferro, zolfo, ecc.

Sono pochi in massa (meno del 5%), ma senza di loro la chimica della vita non funziona.

È come costruire una casa:
i mattoni sono il carbonio dell’aria ma servono viti, cemento e impianti per farla stare in piedi.

Il suolo quindi serve per tre cose fondamentali:
ancoraggio dell’albero, riserva d’acqua, fornitura di minerali

Ma la materia principale del legno continua a venire dall’atmosfera.
l’atmosfera → diventa albero
gli alberi → diventano foreste
le foreste → regolano di nuovo l’atmosfera.
                                        Si esegue un ciclo ripetitivo, frattale.

Elara: E’ vero che gli alberi crescono quasi esclusivamente… di notte?

Juliana: Si ed è una delle cose più affascinanti della fisiologia delle piante, e spesso sorprende: gran parte della crescita strutturale degli alberi avviene di notte. Non significa che di giorno non succeda nulla, ma che la costruzione vera dei tessuti avviene soprattutto quando il sole è già tramontato. Vediamo perché:

Di giorno: la pianta “produce materia”

Durante il giorno le foglie fanno fotosintesi.
 La luce del sole permette alla pianta di trasformare CO₂ e acqua in zuccheri.
In pratica: le foglie fabbricano zuccheri e 
questi zuccheri vengono accumulati o trasportati nella pianta. 

Ma mentre con il sole succede anche un’altra cosa: gli alberi perdono molta acqua attraverso le foglie (traspirazione). 
Questo crea una specie di tensione idraulica nel tronco.

Quando arriva la notte la pianta costruisce
la traspirazione diminuisce molto, l’albero si reidrata, la pressione interna delle cellule aumenta.

A questo punto la pianta può:

  • espandere le cellule
  • trasformare gli zuccheri in cellulosa e legno
  • allungare rami e radici.

Molti studi con sensori laser sui tronchi mostrano proprio questo:
gli alberi si contraggono di giorno e si espandono di notte.

il sole scrive l’energia    la notte costruisce la forma.

La foresta è una architettura costruita lentamente nel silenzio della notte 
per effetto di un procedimento frattale e cioè per effetto  delle reiterazioni frattali 
comandate dall’algoritmo che lo ha prodotto e dal DNA che ne regola lo svolgimento ottimale.

Gli alberi sono tra gli oggetti più perfettamente frattali della natura
Perfino le loro radici seguono leggi matematiche molto precise e quando gli scienziati le misurano trovano dimensioni frattali molto vicine a quelle dei sistemi naturali complessi.

L’albero come geometria frattale

Un frattale è una struttura in cui la stessa forma si ripete a scale diverse.

Negli alberi succede esattamente questo:

  • il tronco si divide in rami
  • i rami si dividono in rami più piccoli
  • questi si dividono in rametti
  • i rametti portano nervature delle foglie.

·         La stessa logica di ramificazione si ripete più volte.

                      

Questo tipo di struttura ha proprietà molto speciali.

Gli scienziati studiano gli alberi con un concetto matematico chiamato dimensione frattale.

Una linea ha dimensione 1
un piano ha dimensione 2.

Le strutture naturali invece stanno tra le due
Le chiome degli alberi spesso hanno valori tra: 1.5 – 1.8

·         Questo significa che: 
non sono linee   e   
non sono superfici piene
sono forme intermedie estremamente efficienti.

 

·         Questo permette all’albero di:

  • catturare più luce possibile
  • distribuire linfa e acqua
  • resistere al vento.

Anche le radici sono frattali

·         La stessa logica appare sotto terra. Le radici si ramificano per:

  • esplorare il suolo
  • trovare acqua
  • entrare in simbiosi con i funghi.

 

 

Questa rete sotterranea è spesso chiamata: Wood Wide Web

perché i funghi micorrizici collegano diversi alberi e attraverso questa rete possono passare:

  • nutrienti
  • segnali chimici
  • perfino “avvisi” di attacco da insetti.

 

La foresta come organismo frattale

Quando si guarda una foresta con questa prospettiva succede qualcosa di sorprendente.

Non si vedono più alberi isolati. Si vede un sistema frattale multilivello:

·         foglie, rami, alberi, foresta, ecosistema.

Ogni livello ripete una logica di connessione.
Perché la Natura non costruisce oggetti isolati. Costruisce schemi che si ripetono.
Se unisci tutto quello che abbiamo visto:

  • l’albero è fatto soprattutto di aria
  • cresce trasformando luce
  • si organizza con geometria frattale
  • e vive in reti sotterranee cooperative.

In altre parole:

un albero è luce e aria che hanno imparato a organizzarsi.

 

 

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