GIORGIO OREFICE @ ALL RIGHT RESERVED 2020

          GIORGIO OREFICE

         Il miglior modo di prevedere il futuro è   costruirlo


facebook
instagram

Pittura, Scultura, Ceramica e Lava, Fotografia,
Arte digitale, Frattali, Centro Studi Frattalismo

Recensioni 
breve selezione di scritti e citazioni apparse su riviste, libri, tv

attesaimage-496image-788image-171image-670image-469

"… Da "similia dei" l’uomo, tratteggiato con così robusto segno dal pittore siciliano, è degradato a "robot", a coacervo di congegni non solo materiali e visibili ma mentali e mistificati; questi ultimi assai più pericolosi dei primi perché da essi nasce la diabolica trappola di una civiltà che ti tiene in piedi solo per la sua programmazione di investimenti produttivi ma disposta a mollarti nella guerra e nella fame se il suo profitto cessasse. A questo punto la desolata visione di Orefice tocca il suo vertice ma lo tocca con un segno virile, non piovorno, non romantico…
" Leonida Repaci
 

"… I gialli delle tue antiche case fanno pensare alla terra ed all’uomo che le abitava finché è andato verso il fumo della civiltà… E ancora ti vedo nelle ocre di questo tuo dipinto; nell’azzurro del meccanismo infernale, nel marrone terroso che avvolge la figura. Anche quando riferisci questi colori alla figurazione di paese, antico e deserto, e quanto più ti sforzi di dare la dimensione delle tue macchine, tanto più è evidente il caldo violento, la prepotente sensualità della tua casa, della ruggine della zappa, dell’azzurro dei tuoi cieli. Poesia? Ma è un riscattarti da un mondo di intelligenza pianificata".
Pier Paolo Pasolini

La civiltà in cui Orefice immerge le proprie creature è spesso un inferno, come bene l’ha definita Giorgio Caproni, spesso luogo di violenza, di prepotente sensualità, come l’ha definita Pasolini. È la civiltà post-industriale, quella che ti violenta con l’immagine, che trasforma tutto in visione. I paesaggi sono affollati di case senza finestre e senza porte, vi si accede col pensiero; alternano luci spaziali con luminosità sommerse, diventano luoghi claustrofobici attraverso i quali non è possibile un cammino lineare perché contorta è l’architettura, cosí come contorto è il pensiero dell’uomo che li ha scelti come habitat.
Andrea Bisicchia

"" Ci sono uomini di continenti e lingue diverse tra di loro, eppure capiscono quello che Orefice dice col pennello. Se non lo capiscono con la mente lo leggono chiaramente con il cuore e si commuovono perché qualcuno ha parlato con loro, di loro, dei loro figli, del mondo in cui vivono e di “come” vivono. Tutto questo dice col colore, mettendo su una tela, ogni volta, tutto quello che ha, tutto quello che sa. I colori e i segni che Orefice adopera nei suoi quadri sono quegli stessi colori che ognuno di noi ha dentro e non riesce piú a vedere; sono i colori della carne e della terra, del mare dimenticato e del cielo riscoperto negli occhi di una donna o di un bambino"".
Ignazio Buttitta

 

Nel mondo laico, come il profeta nel mondo religioso, ci sono uomini che non possono tacere, che non possono non tentare di dare forma all’informe che preme e che nel suo caso si esprime come il magma vulcanico tra le pieghe della sua terra natale.
 Attilio Pastori
 

"… Orefice m’interessa soprattutto – a parte ogni altra direzione o esplosione – per il suo desolato ma anche aggressivo (perché nient’affatto rassegnato) stoicismo. Orefice "vede" l’Inferno in cui siamo caduti, e con vigore riesce ad esprimerne tutta l’arsura".
Giorgio Caproni

"… La tua pittura si giova delle tecniche e della materia più nuove per centrare un problema che supera il costume per giudicare un’intera società. …Sento in te una forza creativa che ti distingue dai soliti sperimentalismi a vuoto. Tu non ti sei sganciato dai problemi fondamentali del nostro tempo ma sei entrato nella lotta e combatti per una migliore condizione dell’uomo, rappresentando il mondo in cui viviamo nei suoi miti presenti. A ciò che è morto nella coscienza di noi testimoni, non sempre innocenti, tu non sostituisci una parola conclusa e riparatrice. Resti nella polemica aprendo uno spiraglio nel futuro…".
Leonida Repaci

“…. Anche quando il tuo pensiero si attarda in profonde meditazioni sull’essere, il passato ed il divenire dell’uomo, la sua perenne sofferenza e l’ineluttabilitá della morte, quando il colore si incupisce e l’oggetto della rappresentazione diviene il cranio di questo Homo sapiens che in te assume valenze cosmiche, divenendo quasi invito, una tua particolarissima maniera di sollecitare alla “Recherche du tempe perdú”; un tempo che per te è denso di umane e poetiche verità.
Stefano Troiani


"… M’ha fatto un gran piacere conoscerla. Ho potuto rendermi conto della carica attuale, polemica; della cultura fine alla quale si appoggia ed infine del dono che le permette di unire valori pittorici d’avanguardia alla necessità di esprimere i segreti, le violenze e le sopraffazioni che il mondo moderno, la società, specialmente per chi vive la dura ricerca di un Meridione migliore, di una giustizia, finalmente, può assurgere ad accenti di alta risonanza, gli stessi che mi sembra di trovare in questi suoi dipinti dove la figura umana è dolente, oppure è stracciata e corrosa, consumata. Non abbandoni questa carica nella quale c’è protesta ma anche ricerca, c’è angoscia ma anche perentoria richiesta del riscatto…

"Guglielmo Petroni

"… La pittura di questi nudi di Orefice possiede una ‘chance’ in più, proveniente da quel doppio dell’io profondo nella personalità dell’artista e questo discorso vale anche per i paesaggi etologici di questo Maestro siracusano…".
Pino Correnti

"…Qualcosa ti sfugge, nella sua pittura, nei suoi occhi febbrili e insieme lontani, come ci fosse una impalpabile ma incombente presenza di altro essere altra voce altra vita, come se egli portasse con sé – e si legge nella sua arte – l’impronta di mondi passati e a venire, l’incognita di situazioni che a noi non è dato provare – ed è forse fortuna – a lui invece note, in cui si dibatte irrimediabilmente disperatamente solo, né è possibile seguirlo o aiutarlo…".
Vittoria Palazzo

 

 

003
Apo9

Elio Filippo Accrocca, Attilio Battistini, Aldo Bello, Luigi Bernardi, Alberto Bevilacqua,

 

Andrea Bisicchia, Giorgio Bonacina, Ignazio Buttitta, Candido Cannavò, Giorgio Caproni,

 

Corrado Cartia, Francesco Cataluccio, Domenico Cofano, Pino Correnti,

 

Olghina di Robilant, Filippo Favale, Aldo Formosa,  Enzo Giudice, Luciano Lucarelli

 

Massimo Grillandi, Ugo Moretti, Giovanna Ortez Costa, Raffaella Mauceri,

 

Ignazio Mormino, Vittoria Palazzo, Pier Paolo Pasolini, Giorgio Petroni, Albertina Repaci,

 

Leonida Repaci, Alex Salebe hernandez, A. Sanesi, Carlo Segala, Gabriella Sobrino,

 

Santino Spartà, Luigi Tallarico, Diana Torrieri, Stefano Trojani, Flavia Vaudano,

 

Marcello Venturoli, ecc.

 

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder